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I santi sono i corridori del cielo. Bartolomeo I invita a seguirne l’esempio

In visita a Ivrea per la festa patronale di San Savino, il patriarca di Costantinopoli ricorda che la preghiera è la sola arma del cristiano. Mons. Cerrato gli dona delle reliquie di san Gaudenzio.

Bartolomeo I e mons. Cerrato. Foto Lorenzo Iorfino UCS Ivrea

Uniti in preghiera nel nome dei primi martiri cristiani. L’ospite d’onore ad Ivrea in occasione della festa patronale di san Savino, celebrata sabato 7 luglio, è stato Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli. Sono stati tre giorni all’insegna della preghiera e della comunione. Iniziati giovedì sera (4 luglio) con una riflessione nella chiesa dedicata a Sant’Ulderico davanti all’urna contenente le reliquie del santo.

Bartolomeo I onorato per la visita di papa Francesco a Nicea nel 2025

Intensa e articolata la prolusione pronunciata da Bartolomeo, estesa su due aspetti: il primo sul valore e il modo di vivere la sinodalità e una seconda parte dedicata alla questione ambientale. Ha citato l’onore della visita, il prossimo anno, di papa Francesco che nei giorni scorsi ha espresso il desiderio di andare a Nicea nel 2025 in occasione dei 1700 anni del Concilio ecumenico.

Bartolomeo I: “affidarsi all’intercessione dei santi”
Un momento della cerimonia. Foto Lorenzo Iorfino UCS Ivrea

Una nutrita delegazione di padri ortodossi ha accompagnato il Patriarca che in cattedrale, dove le reliquie del Santo erano state riportate in processione, ha rimarcato come “I santi sono i ‘corridori del cielo’. In un mondo che ha smarrito il cammino della preghiera, la fiducia e l’affidarsi alla intercessione dei santi, è particolarmente importante per le nostre Chiese di trovare forza nell’esempio dei santi e dei martiri, per avere la capacità di una nuova testimonianza, annunciando che la morte non è la fine, ma l’inizio della vita e che la preghiera deve essere sempre la sola e la più grande arma del cristiano”.

Mons. Cerrato. “Savino, vescovo e martire ci dice che Gesù Cristo e fonte di vita”

Sullo stesso filone le parole di mons. Cerrato pronunciate durante la messa a cui hanno partecipato anche il presidente della Conferenza episcopale piemontese, Franco Lovignana e il vescovo di Biella, l’eporediese Roberto Farinella, il vescovo emerito di Smirne Lorenzo Piretto, ora a riposo nel torinese. “Savino, vescovo e martire, – ha detto – è qui ad annunciare che l’uomo di oggi è quello di sempre; che il suo cuore è costituito da un desiderio di pienezza che non viene soddisfatto se non da ciò che è infinito, eterno. San Savino è qui a ricordarci che Gesù Cristo, presente “ieri oggi e sempre” è la fonte viva della nostra vita!”. Al termine della cerimonia mons. Cerrato ha donato al Patriarca delle reliquie di san Gaudenzio.

Bartolomeo I alla cappella della Sindone di Torino. Collaborazione con il Centro di studi sul Telo

Bartolomeo I ha voluto visitare a Torino la cappella della Sindone, nel duomo cittadino, accompagnato dal vescovo ausiliare torinese, Alessandro Giraudo, e visitare il museo dedicato al Telo. È stata l’occasione per il direttore del Centro internazionale di studi sulla Sindone, Gian Maria Zaccone, di proporre al Patriarca di dare vita ad una collaborazione stabile sul tema della Sindone con il Patriarcato di Costantinopoli. Il Centro infatti si occupa di studiare la Sindone non solo dal punto di vista scientifico, ma anche sotto tutti gli aspetti, per alcuni versi anche più significativi, che essa coinvolge, compresi tra gli altri quelli teologici, pastorali ed ecumenici.

Tenendo anche conto degli appelli a favorire ciò che unisce, espresso da entrambe le Chiese da tempo impegnate in un costante dialogo ecumenico. “Da questo punto di vista la Sindone – sottolinea Zaccone – riconoscendone l’essenziale e fondante caratteristica di immagine, può essere pienamente compresa facendo riferimento al fondamentale ruolo dell’icona, non soltanto nella sua espressione formale e artistica, ma soprattutto nel suo significato più profondo di apertura verso l’infinito. Non a caso il termine icona è stato attribuito con sapienza alla Sindone sia dal cardinal Anastasio Ballestrero sia da papa Benedetto XVI“. Bartolomeo I ha accolto con favore la proposta, chiedendo un impegno immediato sul tema, considerando anche che nel 2025 la data della Santa Pasqua sarà la stessa per entrambe le Chiese, ed affidandone la cura al Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale Policarpo.